Colleoni Paola - Arte Mediterranea

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Colleoni Paola

Artisti 2021
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OPERE
Accorgersi 100x80 Paola Colleoni
Autunno in Lombardia 100x70 Paola Colleoni
Itinerari 70x90 Paola Colleoni
Luce Imprigionata 120 x 100 Paola Colleoni

 
Paola Colleoni vive e lavora a Bergamo. Alla formazione classica ed informatica ha fin da giovanissima affiancato quella artistica, a bottega dalla maestra Leoni ed in seguito proseguendo con i corsi di disegno e pittura dell ́Accademia Carrara tenuti dal maestro Luigi Arzuffi, oltre a corsi e pratica con i maestri Orlando Sparaventi, Kyoko Ilo, Ennio Cestonaro, Stephen Merlin Hayes. Le tecniche espressive sono la pittura ad olio e acrilico, lo smalto a fuoco su rame, la lavorazione e decorazione della ceramica. Espone in mostre collettive e personali in tutta Italia. Alcuni eventi degli ultimi anni: Bergamo, mostra personale (2019); Albino in Arte (2019); Forte dei Marmi, galleria Lazzaro (2017); Biennale di Pisa (2016 e 2018); Lu (AL) - Mostra d'Arte Contemporanea MAC 9; collettiva presso Municipio di Deidesheim (Germania, 2017) ed inoltre Carrara, Viareggio, Assisi, Nova Milanese, Bergamo, Pontremoli, Benevento, Chamois, Massa, Firenze, Genova, Treviso, Ferrara, Roma.
Email: paolacolleoni01@gmail.com
 
Tecnica pittorica e temi
La natura ed il suo proporsi in infiniti paesaggi dalle suggestioni mutevoli, sono il soggetto prevalente delle opere. Lo stile personale si è delineato attraverso un lungo percorso. Nitidezza dei dettagli, attenzione alla luce ed ai colori e studio del riverbero emozionale delle atmosfere evocano il surreale per mezzo di quelle simbologie arcaiche immediatamente recepibili a livello inconscio. Tutti simboli con cui si entra in sintonia facilmente, spontanei e profondi.
Lo spunto proviene da unesperienza reale in un luogo preciso oppure dallimmagine vivida di un sogno, ma col suo linguaggio espressivo lopera supera la dimensione contingente individualistica e diviene momento di dialogo con gli altri e scoperta reciproca.
Pur apparentemente assente, soggetto di ogni tela è anche e soprattutto luomo, perché gli scenari e i paesaggi dipinti sono trasposizione di stati danimo e di pensieri: noi siamo parte della natura e come la natura siamo infinitamente mutevoli nel nostro modo di essere e di percepirci, nel vivere gli accadimenti e nel nostro relazionare gli uni con gli altri.
Anche il sogno che ci sorprende nella notte è parte di noi, quindi fa parte del reale: è il regno dei simboli spontanei, luogo” dove lio si esprime liberamente, per svelarsi alla nostra stessa coscienza. In questo incessante viaggio alla scoperta nostra e degli altri, noi ci specchiamo di continuo nella natura in cui siamo immersi: uneco che ci rimanda le nostre sensazioni, intensificate ed allargate al resto del mondo.
Non cogito ergo sum”, ma un sum ergo cogito”, dove ogni tela “è” luomo in un momento del suo essere, del suo sentire e porsi domande, del suo continuo cambiare, del suo vibrare con gli altri di emozioni composite, di interrogativi e scelte, ricordi e di premonizioni.
Col tempo emerge lattrazione per il concentrato infinito di realtà micro e macroscopiche delluniverso: frattali, patterns, contrasti e armonie, movimenti e immobilità. Tutto ciò diviene una stimolo allo studio della dinamnica dei fluidi e alla sperimentazione: nascono così le ultime opere di una Fluid Art, fluttuante tra il figurativo e linformale, esposta nellultima personale e nelle ultime collettive.
La critica
Piero Garibaldi, curatore eventi darte (da: Comunicato stampa per la personale alla Galleria Lazzaro, Forte dei Marmi, 1-15 Agosto 2017)”
La Fluid Art, interpretata da Paola Colleoni, esordisce a Forte dei Marmi per accendere i riflettori  sul palcoscenico dell'arte contemporanea in programma nel mese di Agosto (2017) in Versilia.
L'Associazione Culturale Lazzaro, di Via Pascoli 8/A, sarà il contesto in cui l'artista bergamasca esibirà in anteprima la serie che, sviluppo di una tecnica, fornisce un'ottica propedeutica sul percorso realizzativo della pittrice.
La mostra dal titolo Il Segno dell'Onda”, Sea Shore”, a cura di Piero Garibaldi, (…) per levento inaugurale prevede gli interventi di Gino Franchi, Presidente della Sez. di Lucca dell' Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra e Fondazione, e dell' Avvocato Alberto Russo, in qualità di Presidente della Round Table 53 Carrara Val di Magra, che attraverso gli enti di riferimento hanno promosso, con il  Museo Ugo Guidi, l'Associazione Amici del Museo Ugo Guidi, e l'Ass.ne Culturale Archivio Grazia Leoncini, la comunicazione dell'iniziativa.
Paola Colleoni, osserva Garibaldi, attiva un riguardo nella verifica di un lato creativo nell'ambito del quale l'acrilico viene disteso con versatilità in un processo segnale di ostilità nei confronti della dimensione. L'esternazione stilistica è proposta, dal tema, attraverso un'assonanza con l'interrotto moto dell'onda che nella continuità lavora la propria sembianza. L'attitudine alla mutazione è un aspetto artistico, di cui le  produzioni inerenti la Fluid Art sono oggetto, per una successione che approfondisce il segno ed il colore del profilo artistico di Paola Colleoni che, nel contesto, trova un progresso e non una casuale distrazione in termini di sperimentale intraprendenza.
Gli insegnamenti appresi a Bottega, e gli studi nei corsi di disegno e pittura dell' Accademia Carrara di Bergamo, hanno condotto all'attuale apertura lavorativa (…).
 
Angela Rizzo, scrittrice (Dalla pubblicazione "LOpinione" (Anno XI n. 21 15-09-2009)
La pittura di Paola Colleoni evoca atmosfere oniriche al di fuori del tempo, creando ambienti ora densi ora rarefatti, che si propongono come terse superfici o abissali profondità oscure.
Il mondo nel suo apparire si snoda tra alterni e impervi passaggi, zone dombra e momenti di luce. La materia, creata dalla vibratile mano dellartista, appare mobile e malleabile. Lavvicendamento di differenti intensità cromatiche e fasi luminose, il mutare di paesaggi, la metamorfosi continua e irreversibile della natura si configurano come una discesa nellintimità dellanima, della quale vengono riportate a galla le pulsioni più profonde. Fra tutte le arti, la pittura ha il potere di divenire una realtà autonoma che lartista può praticare e nella quale può identificarsi, al di là della rappresentazione oggettiva. In tal senso, il colore non è più uno strumento, ma si qualifica come pura espressione di echi e memorie che affiorano spontaneamente su una superficie intrisa di suggestivo silenzio, in cui il presente non è altro che un futuro che diventa passato.
Il colore, protagonista di tutti i dipinti, allude continuamente a una dimensione spirituale elevata che si articola attraverso variegate sfumature: il bianchi tendono allargento e squarciano con il loro alto timbro luminoso i toni più variegati degli sfondi, i verdi e i blu, di rara bellezza suggestiva, sono spesso ombreggiati da tinte cupe e inquietanti, simboli del senso misterioso dellesistere. I colori istituiscono un campo che è insieme di trasparenza e di profondità, di sovrapposizioni e di luminescenze improvvise. Con maestria notevole, la Colleoni rende lo stato gassoso dellaria, allude alla fase liquida e cangiante delle acque, talvolta torbide ma spesso densificate in distese glaciali, delinea macchie ombrose e solitarie, sulle quali e fra le quali filtra la speranza di luminosità magiche. Euna sorta di visione cosmica quella che scorre davanti ai nostri occhi, che presenta passaggi repentini tra la massima luce e il massimo buio, in un incontro originale di toni caldi e freddi. La figura umana, laddove è rappresentata, contrasta, per la nitidezza ed il realismo dei particolari, con lo sfumato e rarefatto mondo che la circonda.
Su tutto sembra aleggiare un senso di misteriosa attesa non priva di fiducia e in particolare unevocazione della grigia solitudine delluomo contemporaneo.
Lodovico Gierut, critico d'arte, da "Arte e grafologia 2" (2011)
Leggendo lopera completa di Paola Colleoni, facendola cioè nostra, ci siamo ben presto convinti che le sue tante pagine possono consolidarsi in un vero e proprio libro, i cui capitoli si uniscono gli uni agli altri per definire la narrazione di un fatto, o la vista di un preciso paesaggio (anche dellanimo).
Lartista riesce sempre a concretare ogni dipinto volgendosi non solo verso un preciso tema, formulando una visione in cui latto è, da un lato, una vera e propria conquista di una realtà, dallaltro, una particolare produzione storicadella coscienza, considerando questultima come un elemento per consegnare un valore-significato alla visibilità altrui.
Se osserviamo i suoi oli su tela, è lapalissiano notare che paiono quasi fuori del tempo, con la barca frustata dalle onde a simboleggiare una quotidianità esasperata dalla solitudine e dagli eventi, ma con la speranza di riuscire ad entrare in porto.
Lo prova il suo cielo, visto come regolatore dellordine cosmico, come elemento delleternità e della sacralità, ma non sono secondari quegli alberi che appaiono anche in Lugano vento dallest. Presentimento improvviso”, o in Le Pont de Ponsonnas. Luce imprigionata”.
La luce dellevoluzione, il ponte del passaggio dalla terra al cielo e dallo stato umano allOltre, come lacqua delle origini, sono soltanto degli elementi su cui si basa il suo profondo ed impegnato dipingere.
Emanuela Mazzotti - Critico d'arte
Mondi delle Meraviglie
La favola di Alice nel paese delle meraviglie, si qualifica come una storia "allucinata", uno dei testi più spietati che la letteratura vittoriana abbia prodotto, ed in effetti questa non è una favola per ragazzi. La storia, a tutti nota, racconta di una fanciulla che intraprende un percorso che rappresenterà la messa in discussione della sua identità.
Il sogno di Alice inizia nel momento in cui lei si è addormentata e vede il Coniglio Bianco correre velocemente verso la tana. Da questo punto inizia il cammino in un mondo fantastico, un abisso onirico che rappresenta il punto dincontro tra realtà e sogno. In questo mondo le regole convenzionali risultano rovesciate, tanto che Carroll afferma: " Life, what is but a dream?" In questo modo lautore conferma la relazione inversa tra le regole che governano la nostra esistenza consapevole e quella che viviamo attraverso il sogno, diverse, perché nel sogno prevale la dimensione psichica o linconscio. Da queste considerazioni emerge che la condizione degli individui è priva di ogni logica di senso e la ricerca di un senso diviene lobiettivo inane delluomo.
Dal sogno allimmaginario
Paola Colleoni ha intrapreso nella sua pittura, dopo difficili esperienze personali, un cammino analogo a quello di Alice, ma allopposto della protagonista della storia di Carroll, lartista è ben consapevole di quale sia il significato del sogno, quel sogno che inevitabilmente ha punti di contatto con la sua storia. Il percorso inizia dalla percezione della realtà, percezione e non visione, non a caso, dato che la sua pittura va oltre la semplice osservazione del vero, perché nasce nella psiche. "Il reale rimarrà sempre inconoscibile", con queste parole Sigmund Freud, nel Compendio, afferma che luomo può conoscere solo le qualità esposte sulla superficie, le proprietà di continua trasformazione ed evoluzione che gli appartengono, riflettendosi su di lui come fenomeni, nellimpossibilità di cogliere lessenza di quello che abbiamo di fronte, la realtà che stiamo vivendo, assumendo la sua esistenza come dato a priori. La percezione nasce nella mente e non nel senso della vista, tale che le informazioni che assimiliamo sono qualche cosa che è colto nel suo formarsi, costruito dallinterno e dipendente esclusivamente dal soggetto. Lartista posa il suo sguardo sulle cose ma quelle cose si caricano via via di nuovi significati, costruiti sul piano simbolico e mai nella dimensione del racconto. Sono luccichii, sfavillare di luci nei contrasti chiaroscurali, lento formarsi dellimmagine nel ricordo. I paesaggi si declinano per colori di ampie campiture, a volte decisamente contrastati che esaltano quel quid assolutamente onirico che larte trattiene come traccia dellesistere. Come nei sogni le regole consolidate possono anche essere disattese, il vero diventa artificio, pura architettura dinvenzione.
A questo proposito si veda: "Luce imprigionata - Le pont de Ponsonnas", dove il soggetto si declina attraverso un paesaggio nel quale spicca unarchitettura "impossibile", gettata attraverso due crinali montuosi sul fiume che scorre più in basso. Il paesaggio è uno dei luoghi in cui si specchia lanimo dellartista che in questo parziale disvelamento di sé, suggerisce come tutto ciò che vorrebbe rimanere nascosto, segreto, sia affiorato come risultato perturbante. " Dream, what is but life"? Potremmo così invertire i termini della questione, comprendere quale sia il confine tra inconscio ed esperienza esistenziale: vita e sogno ne determinano le oscillazioni estreme, ovvero che cosa appartiene allonirico? Che cosa appartiene allesperienza del vero? Queste montagne, il colore del cielo, i boschi, il fiume possono essere in verità solo una proiezione della coscienza, oppure la percezione per immagini della propria esistenza che si dipana in modo non lineare nel tempo, come in "Mattino al Forte – La via degli alberi, la via del tempo".
La casa del tempo
Lo stesso corso dacqua, tema ricorrente nella pittura di Paola Colleoni, rimanda al lento fluire del tempo, anche se talvolta la corrente sembra più andare a ritroso piuttosto che progredire verso il mare. Così in: "Presentimento improvviso – Lugano vento dellEst" le acque sembrano ferme nel gorgo, mentre nubi minacciose si accumulano tra i monti. La pace e la serenità del luogo è azzerata dallincombere minaccioso della tempesta, allucinata premonizione, con unintensità senza eguali, della forza dirompente di quel che dal di fuori ci viene incontro, ci assedia, nella consapevolezza che il tempo non ricalca alcuna struttura logica o rassicurante. Mi sembra che questultimo aspetto si ricolleghi ad una visione tutta contemporanea, per il turbamento che coglie lo spirito e in qualche modo lo avviluppa; concezione questa che, come le acque del fiume, rallenta, gorgoglia, scorre in modo tuttaltro che tranquillo identificandosi con "labitare delluomo sulla terra". Passato, presente e futuro sono categorie che hanno alterato il loro logico ordine. La casa delluomo è rivelata nello spaesamento, in uno scorrere altro e contraddetto, nelleterno fluttuare dei gorghi.
La casa è dove risiede il sogno, la coscienza "espressa", proiettata dentro noi stessi. "La mia terrazza fra passato e futuro" interroga queste ragioni del tempo. La casa è stata luogo dellincubo, tracce, segni di un tormentato esistere sono ancora visibili come impercettibili scalfitture sulla sua facciata, ma le finestre aperte sembrano suggerire unipotesi di futuro, certo la vista "da sotto in su" cambia il piano prospettico in una forzata veduta verticale, tale che la casa sembra alzarsi verso le stelle, su verso il cielo che rimanda un luminoso riverbero notturno. Eproprio quel "fondo blu" che permette alle stelle di brillare e riverberare la loro luce sulla terra, così che noi si possa percepire quella luce, in una aspettativa di senso resa possibile proprio da quel mistero che è sguardo dellUniverso. In questi passaggi si identificano le influenze dellarte moderna e contemporanea accanto alle suggestioni che limmagine cinematografica ha sicuramente esercitato, specialmente per quanto concerne diverse pellicole della seconda metà del Novecento. .
Sul piano operativo lartista si è formata attraverso un lungo apprendistato che le ha consegnato una sicura abilità esecutiva; la tecnica inizia infatti nel disegno che, sin dalle prime esperienze, ha costituito laspetto ideativo della sua arte. A riprova di ciò, Paola si muove con felice espressione tra la pittura, le tecniche miste, la smaltatura, rievocando nel passaggio da un linguaggio allaltro, proprio quel divenire, quella trasformazione che riguarda non solo la condizione umana, ma più in generale la materia. La questione della tecnica ha radici molto antiche, nella tradizione Manierista, per esempio, si può riscontrare come larte sia concepita nel suo "farsi", costituendosi anche attraverso luso disincantato del mezzo espressivo, determinandosi come categoria autonoma rispetto altri saperi, capace di stabilire un proprio statuto. Il lavoro di Paola Colleoni non è sicuramente estraneo ad unarte che richiede una riflessione sullutilizzo del mezzo espressivo, non come esito delloperazione artistica, quanto piuttosto come voce amplificata dellIo. Come gli antichi maestri concepisce la sua come una continua ricerca che non si esaurisce nel risultato come "piacevole" epilogo delloperazione artistica, quanto come indagine nel significato del gesto estetico.
Il "bello" come categoria artistica non ha senso nel nostro tempo, quindi la risoluzione possibile agli interrogativi resta sempre quella che gli artisti si sono posti in tempi non certo recenti. La domanda è: a che cosa serve larte ed è possibile una ricerca di senso attraverso lestetica? La risposta risiede nel riconoscere dellarte la vocazione intellettuale, determinarla come "fatto" mentale, superando lantica e annosa questione della mimesis, nel riconsegnarla ad una concezione del mondo я. Limpronta esistenzialista è così pervasiva nella cultura e nellarte del Novecento che ha finito per caratterizzare molti percorsi trasversali del sapere. Questa percorso ha riconosciuto e accettato la debolezza e la fragilità dellessere umano elevandole a valore distintivo della qualità umana. Quei tormenti, quelle allucinazioni che sono prerogativa dellarte del nostro tempo sono in fondo lo specchio delle nostre coscienze, riconoscimento di un comune sentire, patrimonio dell’essere.
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